LUCA ZANTA

LE PREDE Il progetto”, spiega l’artista Luca Zanta, “riguarda il rapporto tra umani ed animali, e quello tra animali stessi, in questo caso tra predatore e preda. Il rapporto con gli animali selvatici si vive in modo distante, sfuggente … Per quanto riguarda i mammiferi, anche il solo contatto visivo è alquanto raro. Manca del tutto il contatto fisico. L’unico sistema per avere un contatto ravvicinato è la cattura o, addirittura, l’uccisione della bestia. A volte capita di imbattersi nelle ossa … Si possono toccare, anche portare a casa. Il punto di vista utilitaristico e bramoso che caratterizza l’uomo è così, in parte, soddisfatto.” L’opera prevede la realizzazione di una testa di lupo ad una scala molto maggiore, mediante l’assemblaggio di verghe di nocciolo o altro arbusto; una piccola architettura che rimandi ad una creatura vivente, una rappresentazione indiretta. Si è proceduto con una semplificazione morfologica del soggetto, un lupo ululante, trovando una variante che ne suggerisse la forma generale, rendendolo così riproducibile con una struttura reticolare. Sul reticolo principale verranno intrecciate, in alcune parti, ramaglie più sottili, per definire meglio la forma, che comunque avrà un aspetto semitrasparente. L’altezza dell’installazione è di 250 cm e la base occupa uno spazio di 230 cm per 160 cm. Avrà una durata superiore a cinque anni. All’interno della struttura saranno posizionati tre crani suini (con riferimento alla nota favola, ed alla catena alimentare), legati con fili metallici e sospesi ad una certa distanza dal suolo. La testa costruita non sarà rimovibile, e formalmente sarà un’approssimazione non perfettamente percepibile; i crani non saranno asportabili perché custoditi all’interno dell’installazione. Questi fatti riportano idealmente al punto di partenza, cioè all’intangibilità, alla sfuggevolezza del mondo animale.

LUCA ZANTA
(PADOVA – ITALIA)

Nato a Padova nel 1973, vive a Montegrotto Terme.

Diplomato in Arte Applicata all’ISA Pietro Selvatico di Padova, e laureato in Architettura allo IUAV di Venezia, sul versante più prettamente visivo del fare artistico ha iniziato le sue attività con le tecniche tradizionali, quali il disegno, la pittura, l’aerografia. Passato gradualmente alle tecniche digitali, come le elaborazioni fotografiche, la grafica 2d/3d, è attratto dalle possibilità ibridatorie tra l’analogico e il digitale. Attualmente progetta e realizza anche installazioni scenografiche/architettoniche in aree pubbliche.

Lavora solitamente per serie distinte di opere, in un’ottica progettuale. Ogni serie può avere diverse modalità tecniche di esecuzione, una delle costanti della ricerca è l’interesse per gli aspetti della percezione visiva. Ha esposto le sue opere in diverse città, in Italia e all’estero.

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