IRENE RUSSO

THE WOLF L’ opera è una resa scultorea del titolo “The Wolf”, “il lupo”, che tradotto in linguaggio Braille diviene percorso tattile ed interattivo. Attraverso l’utilizzo di terra, argilla, sabbia mista a torba e semi, si darà vita ad un percorso, che attraverso una semplice parola diventa racconto di inclusione e di accoglienza: una sorta di “bentornato” al lupo nel suo regno ed un “benvenuto” a tutti gli esploratori del parco. Le dimensioni saranno 50 x 50 cm per ogni elemento, e l’installazione raggiungerà complessivamente una lunghezza di circa 8/9 metri. ““The Wolf” è stata ispirata dalla magia della foresta e dall’incanto del lupo. Volevo che la mia opera fosse un racconto, che andasse a coniugare la magia della natura e del bosco, senza penalizzare chi non può godere di quest‘incanto a causa della disabilità visiva.”, ha dichiarato l’artista Irene Russo.

IRENE RUSSO
(AVELLINO – ITALIA)

“Fin dai primi approcci artistici sono sempre stata affascinata dagli oggetti quotidiani e dalla transitorietà degli stessi, soprattutto dal fascino effimero dei fiori, dei colori della natura”.
Così si presenta Irene Russo.
Nata ad Avellino e laureata all’ Accademia di Belle Arti di Napoli in Decorazione e Pittura.
La pittura d’Irene risente degli influssi nord-europei dovuti agli studi in Polonia, presso l’Uniwersytet Artystyczny w Poznaniu, dove frequenta il corso di pittura  del professor Piotr C. Kowalski e sperimenta diverse tecniche grafiche. Completa poi la sua formazione con la specializzazione in Graphic Design presso l’Ilas Scuola Superiore di Comunicazione di Napoli.
Attualmente vive a Mercogliano e lavora tra Avellino, Napoli, Milano, Londra e Poznan.
La sua ricerca artistica inizia nel 2009, affrontando temi differenti: vita morte, memoria collettiva e individuale. Il suo percorso artistico trova ora fulcro di questi temi, nell’analisi del concetto di Tempo. “Il tempo è ciò che ci rende umani. Lo chiamiamo in molti modi: vita, morte, amore, odio ed è solo un modo per dare un nome alle cose che ci circondano“. Affascinata dalla ripetizione e dalla perimentazione di percezioni alterate e differenti, in modo da destabilizzare lo spettatore; dal mutamento della natura e dal modo in cui siamo noi stessi soggetti a continue mutazioni.
L’analisi della percezione della realtà, e della tematica del tempo, ha voluto concretizzarsi nella ricerca delle sue forme, partendo quindi dall’ analisi di ciò che ci circonda. L’attenzione di Irene si è soffermata sul concetto di ciciclità del quotidiano, come fusione ideale tra realtà ed astrazione, analizzando l’elemento più reale ed astratto comune a noi tutti, il cielo e le sue forme. Il cielo come concetto spaziale ed irreale, che riesce ed essere astratto, concreto e mutevole al contempo e con esso le sue forme.


Il tema della memoria, del tempo e delle mutazioni percettive che esso comporta, focalizzandola sul ricordo dei luoghi e sulla memoria individuale e collettiva, partendo dall’analisi di concetti condivisi come il luogo, la terra di origine e le tradizioni: esplorare questo concetto in diversi ambiti artistici, quali pittura, installazioni e land art con competenze plurimateriche e tecniche sperimentali. L’arte di Irene è stata influenzata dall’arte Nord Europea e da artisti come Burri, Hirst, Kiefer, Kapoor, Rothko, Maria Lai e Turner.


Durante la sua carriera ha preso parte a numerosissime mostre e residenze artistiche, in Italia, Polonia e Regno Unito, nonché ha ottenuto alcune pubblicazioni su diverse riviste, ad esempio per Vogue Italia nel 2016 e per il GAI – Giovani Artisti Italiani, sempre nello stesso anno.

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