VALERIA FINAZZI

Ogni donna, dentro di sé, contiene l'archetipo della Donna Selvaggia. In alcune (diciamo pure la maggior parte) è assopita: secoli di addomesticamento e repressione hanno spinto la Donna Selvaggia giù in un angolino buio, laddove non può spaventare nessuno.

 Sì, perché la Donna Selvaggia può fare paura… agli uomini, ma anche alle donne stesse. Ella vive ogni cosa con intensità: la vita quotidiana, le emozioni, le relazioni. Vive seguendo il suo istinto più profondo e provando disprezzo verso le imposizioni, da cui cerca di liberarsi, a volte con risultati distruttivi. Ma, nonostante tutto, è la migliore alleata di ogni donna. Lei permette di sopravvivere, di vivere appieno. Ci permette di accedere al nostro potere ancestrale e di essere complete ed intere, indipententement da cosa sia successo nel nostro passato o da quante volte abbiano provato a distruggerci. Lei è la parte più autentica di noi. 

La donna Selvaggia

La Donna Selvaggia è anche il nostro collegamento diretto con le nostre Antenate. Quando diveniamo la Donna Selvaggia, le Antenate sono con noi, rivivono e ci donano la propria saggezza. A volte, anche se sveglia e presente in noi, dobbiamo indossare una maschera per nasconderla, poiché non è socialmente accettata, specialmente da chi vive in modo non autentico e sconnesso. Quel potere incompreso e misterioso per cui la donna muore e rinasce ogni mese con i ritmi del ciclo mestruale, quel potere che le permette di essere un canale tra i mondi altri e la realtà ordinaria, di incarnare anime nel proprio grembo e darle alla luce in forma umana. L’Uomo Selvaggio ama questa donna, e corre libero nelle foreste con lei. L’uomo Patriarcale la teme, la disprezza, la stupra, la tortura, la uccide. Ma nonostante questo, o forse proprio per questo, la Donna Selvaggia va risvegliata e riportata nel mondo, una donna alla volta. Il Risveglio della Donna Selvaggia. La risposta è sorprendentemente semplice: passare molto tempo in Natura e connettersi autenticamente con Essa. 

La Donna Selvaggia è dinamica, è azione, è forza. La Donna Selvaggia porta ed innalza tra le mani un cuore, poiché essa si rigenera grazie alle emozioni della Natura, con i suoi Cicli. “La figura antropomorfa che vorremmo realizzare, per la sezione installazione, potrebbe trovare collocazione tra alberi oppure un rilievo. Andremo a realizzare l’armatura con legname più robusto e durevole, la parte più superficiale sarà il risultato dell’intreccio tra piccoli rami e materiale di diversa natura (materiali autoctoni)”, ha dichiarato l’artista Valeria Finazzi, che per la realizzazione dell’opera collaborerà con Marco Cadoni, formando un duo chiamato Croslith. 

VALERIA FINAZZI
(SARDEGNA – ITALIA)


Nata a Desio (MB), dopo il diploma Artistico al Liceo Umberto Boccioni di Milano, successivamente, consegue il diploma di Laurea di primo livello, indirizzo Decorazione, presso l’Accademia di Belle Arti di Brera Milano, prestando sin da subito particolare interesse verso le arti applicate. Frequenta, poi, il corso di grafica pubblicitaria presso l’Istituto IED di Milano. In seguito a varie vicissitudini della sua vita, nel 2006 decide di “mollare tutto“ a Milano per trasferirsi e rinascere in Sardegna, dove tutt’oggi vive e lavora. La volontà di mettersi in gioco la porta a sperimentare differenti linguaggi visivi: disegno e pittura, vetro fusione, installazione, scenografia, land art, garbage art e performance con il body painting. Ha all’attivo diverse fiere d’arte, mostre collettive, mostre personali e workshop, in Italia ma anche a livello internazionale, con partecipazioni in Germania, Uruguay, Francia, Regno Unito ed Olanda. Per comprenderla, la sua poetica è in armonia col concetto che segue: “Dioniso e Apollo, Eros e Logos, spensieratezza e rigore vanno insieme, contemporaneamente. Maschio e femmina vanno insieme, in ciascuno di noi. L’alchimia che ci permette di essere rigorosi e leggeri nello stesso istante, appassionati e distaccati… è il fine da perseguire.” 

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